Il quarto potere
di Napoli Bloggalo! il 6 ottobre 2009 alle 14:30:37
da TerradiConfine
MARTEDI’ 29 SETTEMBRE 2009 – Oggi trovare una copia del “Roma” a Ponticelli dopo le undici era impossibile. Sono stato in giro fino all’una con un amico che, dopo i primi no, si è intestardito come me e mi ha accompagnato nel tour delle edicole. A via San Pietro il buon giornalaio voleva regalarmi “il Giornale” che gli era rimasto in allegato – grazie ma per carità! A via Napoli l’edicolante mi ha avvertito che nel quartiere non avrei cavato un Roma dal buco, essendo che ci aveva provato prima di me senza risultati. Mi accenna al perché ci sia stato questo repentino successo della testata. A via Maranda la rivenditrice spiega seccata che le notizie del giorno evidentemente sono importanti.
Ci dirigiamo determinati verso Volla e un edicolante si mortifica per la mancanza. Aveva ricevuto una cinquantina di copie oltre la solita fornitura, ciò nonostante esauriva i “Roma” verso le dieci e poco dopo anche i “Cronache di Napoli” erano finiti. Vuole vendermi “Il Mattino” ma non ne ho bisogno, così deviamo il discorso sull’addio di Marino al Napoli. Cercavo proprio il “Roma” di oggi a prescindere dalla peculiare validità del giornale. Infine abbiamo trovato la nostra copia poco prima di Casalnuovo. Ed ecco perché a Ponticelli il “Roma” era andato a ruba:
Dopo la prima pagina dal titolo “Si pente il capo, Sarno distrutti”, in primo piano ci sono le dichiarazioni di Ciro Sarno “‘o sindaco” su alcuni degli omicidi del clan, specie sull’alleanza del fratello Luciano con Gianfranco Ponticelli, boss a Cercola, che portò all’uccisione di tre uomini dei rivali De Luca Bossa. Alla terza pagina le confessioni di Vincenzo D’Onofrio e Salvatore Sarno, nipote di Ciro e figlio di Giuseppe “‘o mussillo”. La svettata delle vendite si giustificava nei titoli che rivelavano svolte forse non del tutto inaspettate, ma d’importanza cruciale nell’ambiente camorristico del quartiere.
Naturalmente “Cronache di Napoli” non poteva lasciarsi sfuggire l’argomento e, oltre alla prima, dedica ben cinque pagine alla questione (dalla 10 alla 14), le altre testate qualche approfondimento in proposito.
Ecco svelato il mistero dei giornali introvabili. Trascuravamo la rilevanza mediatica del clan e le conseguenze che può comportare. Come la possibilità che degli sviluppi, positivi per la parte civile della popolazione, possano generare l’improvvisa fortuna di un giornale in una particolare area del territorio. Il mio augurio è che questa richiesta si verifichi più spesso, che noi cittadini vogliamo essere informati. Ma per notizie positive, come quelle di oggi.
AlbA













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