Ponticelli: riflettori sulla cultura ROM – Napoli

di Napoli Bloggalo! il 2 maggio 2009 alle 15:47:19

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dsc_00551Gazzettino vesuviano n 17 (30 Aprile 2009)

24 Aprile 2009, Ponticelli (Napoli). Presso il centro polivalente del Rione Incis (Ponticelli) ha avuto luogo un importante focus sulla cultura Rom, che ha coinvolto personalità molto informate a riguardo, associazioni locali, rom e cittadini.

Il focus ha avuto inizio con le parole di Giovanna Sito, vicepresidente di “Terra di Confine”, associazione socio-politico culturale di Ponticelli, protagonista degli aiuti alle comunità rom del luogo. Sito spiega l’urgenza di informarsi puntando il dito contro le istituzioni, ree di non aver agito preventivamente alla complicata situazione sociale , e risvegliate solo da un estremo atto xenofobo: l’incendio dei campi rom di Ponticelli lo scorso maggio.

Informazioni precise e dettagliate, circa l’aspetto legale dei rom, le fornisce l’avvocato Christian Valle, spesso impegnato nella difesa di queste popolazioni. Il giovane avvocato ha reso accusato una speculazione mediatica riguardo alle illegalità compiute dai rom, definendoli “valvola di sfogo della società”. Un esempio palese è la facilità con cui viene arrestato un rom, reo più spesso di reati contro le cose che non contro le persone. Valle ha terminato sfatando il mito dei rom come ladri di bambini, pare, infatti, si sia verificato un solo caso in Italia.

Riguardo all’ambito religioso di queste popolazioni, è intervenuta Ramona Desrobitu, moglie del prete cristiano-ortodosso Simeone, raccontando con semplici parole la spiritualità della loro comunità a Napoli.

Marco Nieli, presidente Opera Nomadi di Napoli, firma un importante intervento, incentrato sull’aspetto storico e sociale dei rom rumeni. Nieli ha spiegato che il nomadismo non è più diffuso fra rom e sinti, da qualche tempo, affrontando anche le motivazioni economiche e storiche delle loro migrazioni e dell’elemosina.

L’ultimo intervento è stato di Pino Petruzzelli, autore del libro “Non chiamarmi zingaro”, il quale ha raccontato della difficoltà d’integrazione, nonostante le abilità, nel nostro tessuto sociale-lavorativo e della necessità di nascondere le proprie origini per avere successo. Lo scrittore ha fatto notare l’integrazione dei rom negli altri paesi europei, con una parentesi sullo sterminio durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’ultimo spunto di riflessione viene dalle domande del pubblico e dall’intervento di alcuni rappresentanti delle comunità Rom di Napoli. Tutti esortano a non fare di tutta l’erba un fascio, poiché anche loro pagano le conseguenze quando un rom commette un’illegalità, ricordando, anche, la preferenza all’umiliazione mediante elemosina piuttosto che al furto.

Il dibattito si è concluso con grandi speranze per il futuro, attraverso l’appello di Paola Romano, della Caritas Santa Maria delle Grazie al Felaco, e con il sogno di un’integrazione sociale e culturale, fondata sulla solidarietà ed il rispetto reciproco.

Vincenzo De Luca Bossa

Categorie: Arte & Cultura | Cronaca | Primo Piano


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